Grandi traffici di pasta madre
La domanda di pane, pizza e panettone diventa sempre più legata al tipo di lievitazione
Oggi è la domanda classica dal panettiere è: “Vorrei pane, ma che sia ottenuto con pasta madre”, oppure in pizzeria, laddove se non c’è sentore di questa pasta acida scatta l’allarme: la pizza non è digeribile ( falso problema: la digeribilità dipende soprattutto dalle farine utilizzate e dalle ore di lievitazione). E anche il panettone vuole il lievito madre per essere, a ragione, omologato come eccellente. A dir il vero ho scoperto l’esistenza di questo miracoloso ingrediente da un pasticciere d’eccezione, una quindicina d’anni fa (forse oltre), quando cercavo disperatamente il mio “Santo Graal”: ovverosia un panettone di grande qualità. Così ho scoperto ad Arluno (vicino a Milano sulla rotta per Torino) la pasticceria Pinuccia, dove Teresio Busnelli, artigiano di grande professionalità, mi ha accolto con un’insolita presentazione, aprendo un canovaccio dove era tenuto un panetto di chiara lavorazione acqua e farina, dicendomi: “questo è Gigi”.

Da segnalare il programma di filiera promosso dall’associazione panificatori di Bergamo che coinvolge ben 36 imprese agricole, 2 mulini e 300 panifici. Con la mietitura (festeggiata con piatti a base di pane di Gianfranco Vissani ) la filiera fornirà circa 27 mila quintali di grano tenero panificabile di qualità, trasformabile in 20 mila quintali di farina utili per una produzione di 23 mila quintali di pane.Chissà se questo grande interesse per la pasta madre non sia un viatico per migliorare la qualità media del pane in Italia, dove in alcune città, ormai prive di forni, ma solo di negozi di vendita, si privilegia il surgelato!
Sine qua non