L'albume d'uovo nei cocktail
Passato presente e futuro del cocktail sour
Ragazzi, parliamoci chiaro: chi non ha mai sorseggiato un buon Sour almeno una volta nella vita? Fresco, bilanciato e con quel mix perfetto tra dolce e acido che conquista al primo sorso. Ma dietro a ogni bicchiere c’è una storia, un’evoluzione e, soprattutto, un sacco di possibilità creative che lo rendono unodei drink più amati di sempre. Vi porto con me in questo viaggio tra passato, presente e futuro del cocktail Sour!
Un po' di storia: dalla cambusa al bancone del bar
Tutto inizia nel XVIII secolo, quando i marinai mescolavano succo di limone, alcol e zucchero per rendere l’acqua più sicura da bere e, già che c’erano, evitare lo scorbuto. Insomma, un rimedio medico che, con il tempo, è diventato un’icona da bar. Nell’800, i mixologist dell’epoca lo raffinano e il Sour diventa una vera categoria di cocktail.
Ricordo ancora la prima volta che ho assaggiato un Whiskey Sour: ero a cena a casa di amici, e Dario, il padrone di casa, grande amante di questo cocktail me lo ha servito con una perfezione quasi maniacale.
Perchè è anche questo il bello di un sour, riprodurlo a casa è semplicissimo!
Quel primo sorso è stato una rivelazione: aspro ma avvolgente, con quel finale morbido dato dall’albume. Da lì è nata la mia ossessione per questa tipologia di drink!
Tra i grandi classici ci sono il Daiquiri, che sa di sole e Caraibi, e il Pisco Sour, orgoglio del Perù e del Cile. Ma la cosa bella del Sour è che, con tre semplici elementi, puoi creare infinite varianti.
Il trucco per un Sour perfetto? Bilanciare tre elementi chiave:
La base alcolica (whiskey, rum, gin, pisco o qualsiasi distillato che stuzzichi il tuo palato...)
La parte acida (succo di limone o lime, ma perché non provare il bergamotto o lo yuzu?)
La parte dolce (sciroppo di zucchero, miele, sciroppo d’agave... tutto è concesso!)
Negli ultimi anni, i bartender si stanno divertendo a sperimentare con nuovi ingredienti e tecniche. Dall’aggiunta di shrub e infusioni di spezie, fino al fat washing per dare una texture più ricca... il Sour è una tela bianca su cui osare.
Il futuro del Sour: novità e tendenze
Se il passato ci ha regalato dei classici intramontabili, il futuro si prospetta ancora più interessante. Alcunedelle tendenze più cool: Sour low-alcohol & zero-alcohol: sì, si può avere un drink wow anche senza alcol!
Ingredienti fuori dagli schemi: barbabietola, carota, peperoncino, erbe selvatiche... tutto può diventare parte del mix, basta lasciar correre la fantasia.
Tecniche avanzate: chi ha detto che un Sour deve essere sempre torbido? La chiarificazione lo rende limpido, intrigante, regala nuove texture e sfumature di gusto.
Albume sì o no? E le alternative vegane
Se ami i Sour, sai bene che l’albume d’uovo è un classico per dare al drink quella schiuma vellutata e un corpo più rotondo. Ma se sei vegano o semplicemente non vuoi usare l’uovo? Nessun problema, ci sono alternative perfette!
Acquafaba: l’acqua di cottura dei ceci (o di altri legumi) è un’ottima alternativa naturale che monta quasi come l’albume.
Prodotti vegani in gocce: ormai sul mercato esistono preparati appositi che replicano l’effetto schiumogeno dell'albume senza alterare il gusto del cocktail.
Gomma xantana: un addensante naturale che può dare corpo al drink senza aggiungere sapori estranei.
Ho provato un Whiskey Sour con acquafaba qualche mese fa e vi assicuro che era indistinguibile dalla versione classica. E la soddisfazione di sapere che anche chi segue una dieta vegana può goderselo è impagabile!
la Ricetta
Se vuoi stupire i tuoi amici con qualcosa di diverso, ecco una ricetta che spacca con il mio distillato preferito, il Tequila.
Piccolo appunto: amo bere citrico e non troppo dolce, questo drink rispecchia esattamente il mio gusto, ma nessuno vi vieta di trovare il vostro bilanciamento perfetto !
So Sour :
50 ml di Tequila Blanco (mi raccomando, 100% agave azul)
25 ml di succo di bergamotto
15 ml di sciroppo di sciroppo al Lemongrass
1 albume d'uovo (o 10ml di acquafaba per la versione vegana!)
1scorza di Limone
Inserisci tutti gli ingredienti (tranne la scorza di Limone) con il ghiaccio nello shaker e via alla vigorosa shakerata! Filtra e versa in una coppetta o se preferisci in un tumbler basso colmo di ghiaccio. Risultato?
Un mix tra freschezza, dolcezza, note agrumate ed erbacee che ti lascerà senza parole.
La chicca che ti svolta: una volta agitati tutti gli ingredienti con ghiaccio, filtra tutto di nuovo nello shaker e agita di nuovo senza ghiaccio, questa tecnica si chiama dry shake, vedrai che risultato vellutato !
Insomma, il cocktail Sour non è solo un drink, è un’esperienza! La prossima volta che entri in un bar, prova a chiedere una reinterpretazione del tuo Sour preferito: potresti scoprire una combinazione che non avresti mai immaginato.
E tu, hai già in mente il tuo prossimo Twist ?